Società

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1. Assetto organizzativo

Nel corso degli ultimi anni, il tradizionale modello organizzativo degli enti pubblici incentrato su una forte burocrazia gerarchica non è risultato in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze di una economia e di una società sempre più complessa e articolata.

In tale contesto la Provincia di Trento ha sviluppato un nuovo modello organizzativo nel quale l'Amministrazione pubblica abbandona la tradizionale vocazione alle attività di produzione diretta di servizi per passare ad un ruolo di definizione e di coordinamento di politiche pubbliche condivise, aumentando la capacità di risposta ai mutamenti nel contesto esterno attraverso un incremento della flessibilità nelle modalità di intervento.

Con la legge provinciale n. 3/2006 infatti è stata codificata, in coerenza con la dottrina a livello nazionale e internazionale in materia, una specifica articolazione del sistema pubblico provinciale, strutturata su più livelli di governo, ma con la contestuale presenza di un insieme di enti e soggetti funzionali e strumentali alla realizzazione delle politiche pubbliche.

Nell'ambito di tale sistema si collocano, oltre alle agenzie, agli enti pubblici e alle fondazioni, anche le società della Provincia. In merito va peraltro operata una netta distinzione tra le partecipazioni minoritarie, che non costituiscono un modello organizzativo dell'attività della Provincia e nelle quali la stessa non ha un effettivo e diretto potere di intervento sulle scelte organizzative e gestionali, e le società controllate che, ai sensi dell'art. 33 della citata legge. n. 3/2006 costituiscono modulo organizzativo dell'amministrazione provinciale per l'esercizio di funzioni istituzionali e di attività di servizio strumentali.


2. Società di sistema

In coerenza con la dottrina a livello nazionale e internazionale in materia di organizzazione degli enti pubblici e più in generale con il principio di sussidiarietà, recentemente la Provincia ha provveduto a costituire “società di sistema”, vale a dire strumenti a supporto di tutti gli oltre 350 enti e soggetti pubblici operanti sul territorio provinciale (enti locali, enti funzionali, agenzie, fondazioni, istituzioni scolastiche, società partecipate….) in un'ottica di razionalizzazione e specializzazione delle attività e delle funzioni e conseguentemente degli investimenti strutturali, tecnologici e professionali, consentendo la fruizione, anche da parte degli enti di minore dimensione, di soluzioni fortemente innovative e integrate. Attraverso il perseguimento di economie di scala e di qualità, tali strumenti sono pertanto in grado di consentire una razionalizzazione della spesa complessiva del settore pubblico provinciale sia in termini di investimento che di gestione dello stesso.

Il riferimento è, in particolare, a Trentino Riscossioni, Patrimonio del Trentino, Trentino Network, T.S.M. e Informatica Trentina. Alle predette società si aggiunge anche Cassa del Trentino che, nella sua attività di soggetto deputato alla provvista e al coordinamento delle risorse finanziarie a favore degli enti del settore pubblico, consente anche agli enti di più modesta dimensione di beneficiare del rating della Provincia con indubbio vantaggio per la finanza pubblica provinciale.
In aggiunta a tali operazioni la Provincia, nel corso degli ultimi anni, ha provveduto esclusivamente all'enucleazione di Trentino Trasporti Esercizio che ha pure assunto il ruolo di società di sistema e alla trasformazione di Itea da ente funzionale a società di capitali.


3. Direttive alle società controllate

Il processo di razionalizzazione dell'intervento pubblico e di contenimento della spesa attivato negli ultimi anni e la richiesta del sistema economico locale di una crescente efficienza nell'utilizzo delle risorse del bilancio provinciale hanno evidenziato peraltro la necessità, per l'Amministrazione, di dotarsi, nell'ambito delle proprie politiche finanziarie, di uno “strumento di governo” anche delle società controllate, quali componenti dell'organizzazione del sistema pubblico provinciale.

Tale necessità risulta ancora più evidente a seguito delle modifiche apportate allo Statuto di Autonomia per cui spetta ora alla Provincia stabilire gli obblighi relativi al patto di stabilità e provvedere alle funzioni di coordinamento, con riferimento agli enti locali, ai propri enti e organismi strumentali, alle aziende sanitarie, alle Camere di Commercio e agli altri enti o organismi ad ordinamento regionale o provinciale finanziati dalla stessa in via ordinaria.

Coerentemente con il predetto quadro, nell'ambito della legge finanziaria provinciale per il 2011, in particolare con l'articolo 2, sono state individuate precise disposizioni per la disciplina del patto di stabilità, e quindi per il concorso agli obiettivi di finanza pubblica, degli enti e soggetti del sistema pubblico provinciale, attraverso un rafforzamento degli strumenti già approntati dalla Provincia (direttive, accordi di programma, ecc.) per la responsabilizzazione di tali enti e soggetti.

L'attuale disciplina – articolo 18 e 18 bis della legge provinciale 10 febbraio 2005, n. 1 e articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004, n. 4 - prevede infatti la possibilità di emanare direttive nei confronti delle società controllate dalla Provincia volte, da un lato, ad assicurare una “logica di gruppo”, in modo tale che ciascuna società garantisca una corretta e tempestiva trasposizione degli indirizzi emanati dalla Provincia nel suo ruolo di “capogruppo” e, dall'altro, a corresponsabilizzare le predette società nel perseguimento degli impegni assunti con il patto di stabilità interno e quindi ad armonizzare gli strumenti di programmazione economico-finanziaria di tali soggetti con i corrispondenti strumenti della Provincia.

Le direttive attualmente in vigore sono state approvate da ultimo con deliberazioni della Giunta provinciale n. 2114 di data 27 novembre 2015.


4. Normativa di riferimento

In merito alla disciplina delle società partecipate sono di seguito evidenziati gli interventi normativi realizzati a livello provinciale:

1. Con la legge provinciale n. 1 del 2005, all'articolo 18, il legislatore provinciale ha introdotto una logica di gruppo societario, prevedendo in tal senso che la Provincia indirizzi e coordini l'attività delle società di capitali da essa controllate, nel rispetto del codice civile. A tal fine la norma prevede che la Giunta provinciale approvi linee strategiche di gruppo orientate ad assicurare:
a) le sinergie operative tra le società del gruppo;
b) la valutazione e l'analisi dei bilanci e la predisposizione del conto consolidato;
c) lo svolgimento dei compiti propri del capogruppo;
d) il coordinamento degli statuti delle società controllate e del loro sistema di governo;
e) il coordinamento dell'attività delle società controllate per un efficace perseguimento degli obiettivi strategici della Provincia.

E' altresì disposto che la Giunta provinciale promuova l'adozione delle necessarie modifiche agli statuti delle società controllate, volte anche a prevedere l'obbligo di osservare le direttive e gli indirizzi formulati dalla Provincia, nell'ambito dei programmi di attività e nell'adozione degli atti di disposizione dei beni.

Per stimolare le sinergie fra le società inoltre il comma 2 bis, introdotto dall'articolo 6 della legge provinciale 3 aprile 2009, n. 4, prevede l'adozione, da parte delle società controllate, di regolamenti di gruppo che disciplinano in particolare l'utilizzo reciproco, in via prioritaria, dei servizi e dei prodotti forniti da ciascuna società.

Con il comma 3 bis e 3bis1 dell'art. 18 della legge provinciale 1/2005, introdotti rispettivamente con l'art. 11 della legge provinciale 29 dicembre 2006, n. 11 e con l'articolo 14 della legge provinciale 27 dicembre 2011, n. 18, il legislatore ha altresì autorizzato la Provincia ad effettuare o promuovere operazioni di riorganizzazione delle società dalla stessa controllate, cioé del "Gruppo provincia" , previa presentazione alla competente Commissione permanente del Consiglio di apposito piano approvato dalla Giunta. Ciò al fine di adeguare l'organizzazione e l'attività delle società controllate alle disposizioni del Decreto Bersani e dell'ordinamento statale e comunitario in materia di servizi pubblici, nonché di promuovere la razionalizzazione del sistema delle partecipazioni provinciale al fine di renderlo più efficiente e funzionale al raggiungimento degli obiettivi della programmazione provinciale. In particolare, per il raggiungimento di quest'ultimo obiettivo, la Giunta provinciale ha approvato il programma di riorganizzazione delle società controllate dalla Provincia, con propria deliberazione n. 479 di data 16 marzo 2012 successivamente modificata con deliberazione della Giunta n. 19 del 18 gennaio 2013.

2. L'articolo 6 della stessa legge, modificativo dell'articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004 n. 4, ha autorizzato la Giunta provinciale ad emanare direttive alle società controllate al fine di coordinare le scelte finanziarie delle predette società con la politica finanziaria della Provincia. L'articolo è stato da ultimo modificato con l'articolo 7 della legge provinciale 28 dicembre 2009, n. 19, che ha inteso da un lato adeguare gli obiettivi delle predette direttive al nuovo quadro dell'ordinamento finanziario provinciale risultante dall'Accordo di Milano, dall'altro articolare tale strumento rispetto alle peculiarità delle singole società destinatarie. Il comma 3 del nuovo articolo 79 dello Statuto, al fine di assicurare il concorso agli obiettivi di finanza pubblica dell'intero sistema pubblico provinciale, pone infatti in capo alla Provincia la competenza a stabilire gli obblighi relativi al patto di stabilità interno e a provvedere alle funzioni di coordinamento con riferimento agli enti locali, ai propri enti ed organismi strumentali, all'azienda sanitaria, alla Camera di commercio ed agli altri enti e organismi ad ordinamento regionale o provinciale finanziari in via ordinaria.
Il novellato articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004 n. 4, prevede quindi che la Giunta provinciale adotti direttive, anche differenziate, nei confronti delle società controllate dalla Provincia, con l'obiettivo di perseguire gli impegni assunti con il patto di stabilità interno e di armonizzare gli strumenti di programmazione economica finanziaria delle precitate società con i corrispondenti strumenti di programmazione delle Provincia. Nello specifico le direttive possono riguardare le modalità di impostazione dei documenti di programmazione economica finanziaria, il ricorso agli strumenti di sistema, le forme di gestione associata dei servizi, i criteri e le modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi di consulenza e collaborazione, nonché criteri per la razionalizzazione per particolari tipologie di spesa. In attuazione di quanto disposto dall' articolo 18 della legge provinciale n. 1 del 2005 e dall'articolo 7 della legge provinciale n. 4 del 2004, la Giunta provinciale ha approvato sin dal 2009 direttive indirizzate alle società controllate della Provincia, superando di fatto la necessità di adottare un apposito regolamento di gruppo. Le direttive alle società controllate da ultimo adottate sono contenute nella deliberazione della Giunta provinciale n. 2114/2015.

3. Con l'articolo 35 della legge provinciale n. 7/2007 (che ha introdotto l'articolo 18bis della legge provinciale n. 1/2005) la Provincia si è adeguata ai principi dettati dalla Legge n. 296/2006 (legge finanziaria dello Stato per il 2007) in materia di compensi e di numero di componenti del consiglio di amministrazione delle società partecipate dalla Provincia e dagli enti locali.
In particolare, la norma ha previsto che il numero complessivo dei componenti i consigli di amministrazione delle proprie società controllate, direttamente o indirettamente, venga definito con deliberazione della Giunta provinciale tenendo conto, nel determinare tale aspetto, anche dell’esigenza di garantire nei predetti organi la rappresentatività degli altri enti pubblici soci ovvero di categorie sociali o professionali in relazione alle specifiche finalità della società.
Per le proprie società controllate, anche indirettamente, la Giunta provinciale con deliberazione n. 787 del 20 aprile 2007 ha individuato in 5 unità il numero massimo dei componenti i consigli di amministrazione, ferme restando la deroga in relazione all’esigenza di garantire la congrua rappresentatività prevista dalla norma, consentita nel rispetto del tetto massimo dei compensi con riferimento alla soglia individuata delle 5 unità. Da ultimo con deliberazione n. 762 del 19 aprile 2013, successivamente modificata con deliberazione n. 656 del 27 aprile 2015, la Giunta ha ridefinito i limiti massimi ai compensi spettanti ai componenti degli organi di amministrazione delle società controllate dalla Provincia approvando specifici criteri per la determinazione degli stessi e revocando le precedenti deliberazioni in materia.
Per le società diverse da quelle controllate dalla Provincia e partecipate dagli enti locali, la norma prevede il rinvio al patto di stabilità tra Provincia ed enti locali per l’individuazione delle misure a carico degli enti locali per il contenimento del numero dei componenti e dei compensi degli organi delle società.

4. L'articolo 33, commi 5, 6, 7, 8 e 9 della legge provinciale n. 3 del 2006, autorizza la Giunta provinciale ad acquistare, conferire o alienare azioni o quote di società, entro limiti prefissati in modo tale da non modificare significativamente i previgenti rapporti di partecipazione ovvero di acquisire o perdere il controllo in tali società, ferma restando l'informativa da rendere al Consiglio provinciale entro 15 giorni dall'effettuazione delle operazioni.

I commi 7 bis, ter e quater, così come introdotti dall'articolo 12, comma 2, lettera c) della legge provinciale n. 11/2006 (legge finanziaria 2007) sono invece finalizzati a disegnare e disciplinare l'attivazione delle “società di sistema”, quale strumento condiviso Provincia - enti locali. Le disposizioni hanno quindi consentito non solo il coinvolgimento delle autonomie locali nelle società di sistema ma la stessa concezione di tale strumento per lo svolgimento di attività di servizio strumentali all'attività istituzionale, prima limitato allo svolgimento e alla gestione di servizi pubblici.

5. Infine, il comma 3 dell’articolo 18 della legge provinciale n. 19 del 2009 ha aggiunto l’articolo 33 bis alla legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3, definendo che debbano essere presentati annualmente al Consiglio provinciale specifici documenti informativi per l’analisi dei risultati di gestione delle agenzie e degli enti strumentali. Nello specifico, la Giunta provinciale deve presentare al Consiglio, in tempo utile per la discussione del bilancio:
a) i bilanci e i rendiconti delle agenzie, degli enti pubblici strumentali e delle fondazioni della Provincia, nonché delle società controllate dalla stessa;
b) il conto consolidato del settore pubblico provinciale riferito all'anno precedente, comprendente la Provincia, le agenzie e gli enti pubblici strumentali della Provincia stessa;
c) un quadro consolidato dei dati economico-finanziari, riferiti all'anno precedente, delle società controllate dalla Provincia;
d) una relazione sulle attività e sui principali risultati gestionali ed economico-finanziari conseguiti nell'anno precedente dai soggetti indicati nella lettera a);
e) un quadro previsionale degli investimenti e delle relative fonti di finanziamento degli enti indicati nella lettera a) inerenti il periodo cui si riferisce il bilancio provinciale.
f) un quadro riportante il debito consolidato delle società controllate dalla Provincia.

5. Elenco società partecipate dalla Provincia

Attualmente le Società Partecipate sono 21, delle quali 13 risultano direttamente controllate dalla Provincia. Si presenta, pertanto, di seguito una breve scheda informativa per ciascuna di esse.


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