Società

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1. Assetto organizzativo

Nel corso degli anni la Provincia ha sviluppato una articolazione del sistema pubblico provinciale strutturata su più livelli di governo, con la contestuale presenza di un insieme di enti e soggetti funzionali e strumentali alla realizzazione delle politiche pubbliche. Tale articolazione ha trovato una specifica definizione nell'ambito della legge di riforma istituzionale (L.P. 16 giugno 2006, n. 3) che ha delineato il modello organizzativo assunto dalla Provincia per l'esercizio delle funzioni di competenza. Quest'ultimo contempla oltre alle agenzie, organi alle dirette dipendenze della Provincia dotate di un elevato grado di autonomia tecnica, operativa, amministrativa e contabile, soggetti esterni, "gli enti strumentali", istituiti per l’esercizio di funzioni e per l'organizzazione e la gestione di servizi pubblici riservati al livello provinciale nonché per lo svolgimento di attività strumentali all'attività istituzionale, con configurazione giuridica diversificata: enti pubblici, fondazioni, società di capitali.

Nel tempo la definizione della predetta articolazione del sistema pubblico provinciale si è informata a principi di razionalizzazione e specializzazione delle attività e delle funzioni e, conseguentemente, degli investimenti strutturali, tecnologici e professionali.

Per quanto attiene ai soggetti esterni, in particolare allo strumento societario, la Provincia ha provveduto a costituire "società di sistema", vale a dire strumenti a supporto di tutti gli enti del sistema provinciale (enti locali, enti funzionali, agenzie, fondazioni, istituzioni scolastiche, società partecipate....) consentendo la fruizione, anche da parte degli enti di minore dimensione, di soluzioni fortemente innovative e integrate nonché di benefici derivanti dallo svolgimento specializzato e aggregato di specifiche attività. Il riferimento è, in particolare, a Informatica Trentina, a Trentino Riscossioni, a Patrimonio del Trentino e a Cassa del Trentino.

Le stesse società strumentali sono state successivamente interessate da strumenti di condivisione di servizi per l'efficientamento della gestione no-core attraverso lo svolgimento specializzato di attività "generali". Il riferimento è al Centro servizi condivisi istituito dalle società strumentali per la gestione unitaria delle funzioni di carattere generale delle stesse, a cui è assegnato altresì un importante ruolo di supporto alla Provincia per l'elaborazione, la definizione e l’attuazione delle strategie afferenti il "Gruppo Provincia".

Peraltro, l'obiettivo di garantire adeguati volumi di risorse pubbliche per il finanziamento degli interventi strategici per il sostegno dell'economia del territorio, in un contesto di salvaguardia degli elevati livelli di coesione sociale, rendono necessario un processo strutturale di controllo e revisione della spesa. Al riguardo negli ultimi anni la Provincia ha promosso ulteriori azioni di riorganizzazione del settore pubblico provinciale ai diversi livelli istituzionali, al fine di proseguire nel processo volto a migliorarne l’assetto secondo principi di efficienza ed efficacia, di innovazione e semplificazione, di sussidiarietà e adeguatezza.

In tale contesto si collocano in particolare le azioni di riorganizzazione del sistema pubblico provinciale nelle sue diverse componenti, su cui incidono anche le linee di intervento del legislatore statale. Tra queste rilevano, da ultimo, i decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione (legge n. 124 del 2015), che disciplinano modalità e limiti di intervento pubblico tramite specifici tipologie di soggetti (società partecipate) o in particolari settori (servizi pubblici).

Nello specifico, le società a partecipazione pubblica sono state disciplinate dal "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica", approvato con il d.lgs. 175/2016, che è intervenuto con riferimento ai seguenti temi: ammissibilità della partecipazione delle amministrazioni pubbliche in società, principi sull'organizzazione e sulla gestione delle società a controllo pubblico e revisioni periodiche da parte delle Pubbliche amministrazioni delle partecipazioni detenute (ordinarie e straordinaria). A livello provinciale l'impianto normativo è stato adeguato alle disposizioni del citato decreto con l'articolo 7 della legge provinciale 29 dicembre 2016, n. 19.


2. Normativa di riferimento

In merito alla disciplina delle società partecipate sono di seguito evidenziati gli interventi normativi realizzati a livello provinciale:

1. Con la legge provinciale n. 1 del 2005, all'articolo 18, il legislatore provinciale ha introdotto una logica di gruppo societario, prevedendo in tal senso che la Provincia indirizzi e coordini l’attività delle società di capitali da essa controllate, nel rispetto del codice civile. A tal fine la norma prevede che la Giunta provinciale approvi linee strategiche di gruppo orientate ad assicurare:

a) le sinergie operative tra le società del gruppo;
b) la valutazione e l’analisi dei bilanci e la predisposizione del conto consolidato;
c) lo svolgimento dei compiti propri del capogruppo;
d) il coordinamento degli statuti delle società controllate e del loro sistema di governo;
e) il coordinamento dell’attività delle società controllate per un efficace perseguimento degli obiettivi strategici della Provincia.

Con riferimento al punto in esame si evidenzia come, sia in corso, da parte della Provincia, l'adozione di specifici provvedimenti volti a rafforzare il ruolo di capogruppo della stessa e a perfezionare il sistema di governance nei confronti delle società controllate, anche attraverso la modifica degli statuti delle società medesime da operare secondo schemi predefiniti. Il medesimo articolo, adeguato alle disposizioni del d.lgs. 175/2016, con l'articolo 7 della legge provinciale n. 19 del 2016, prevede gli strumenti operativi per la razionalizzazione e la riorganizzazione delle società.
In particolare il comma 3 bis dell'art. 18 della legge provinciale 1/2005, autorizza la Provincia ad effettuare o promuovere operazioni di riorganizzazione del sistema delle partecipazioni provinciali per renderlo più efficiente e funzionale al raggiungimento degli obiettivi della programmazione provinciale, previa presentazione alla competente Commissione permanente del Consiglio di appositi programmi approvati dalla Giunta. La norma disciplina altresì i contenuti e tempistiche dei citati programmi in ordine ai quali la Giunta dà conto dell' attuazione e degli obiettivi conseguiti.
Con il comma 3 bis 1 è stata prevista la ricognizione triennale delle partecipazioni societarie possedute, aggiornabile annualmente, e l’adozione di un programma di razionalizzazione societaria al verificarsi di specifici presupposti.

2. l'articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004 n. 4 autorizza la Giunta provinciale ad emanare direttive alle società controllate al fine di coordinare le scelte finanziarie delle predette società con la politica finanziaria della Provincia. L'articolo è stato da ultimo modificato con l'articolo 20 della legge provinciale 30 dicembre 2015, n. 20.

L’articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004 n. 4, prevede in particolare che la Giunta provinciale adotti direttive, anche differenziate, nei confronti delle società controllate, con l'obiettivo di far concorrere le stesse al perseguimento degli obblighi posti in capo alla Provincia e di armonizzare gli strumenti di programmazione economica finanziaria delle precitate società con i corrispondenti strumenti di programmazione della Provincia. Nello specifico le direttive possono riguardare le modalità di impostazione dei documenti di programmazione economica finanziaria, il ricorso agli strumenti di sistema, le forme di gestione associata dei servizi, i criteri e le modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi di consulenza e collaborazione, nonché criteri per la razionalizzazione di particolari tipologie di spesa.

La portata dei predetti articoli è significativa poiché riconosce le società controllate dalla Provincia come componenti del sistema pubblico provinciale. In tale senso, l'attività delle società viene assoggettata al coordinamento dell'Amministrazione, in particolare per la ricerca di sinergie operative tra le società stesse e per un efficace perseguimento degli obiettivi strategici della Provincia.

3. Con l'articolo 18 bis della legge provinciale n. 1/2005, modificato dall'articolo 7 della legge provinciale n. 19 del 2016, sono dettate le disposizioni in materia di composizione degli organi della società controllate nonché dei compensi relativi agli stessi. La disposizione nel prevedere che l'organo amministrativo per le società controllate dalla Provincia sia costituito di norma da un amministratore unico, rinvia ad una deliberazione della Giunta provinciale l'individuazione dei criteri per la presenza di un organo di amministrazione collegiale, da 3 a 5 membri, al ricorso di specifiche condizioni, quali, ad esempio, la necessità di garantire nei predetti organi la rappresentatività degli altri enti pubblici soci ovvero di categorie sociali o professionali in relazione alle specifiche finalità della società.
Fino all'adozione del predetto provvedimento, la cui proposta è già stata sottoposta a parere della competente commissione consiliare, continua a trovare applicazione la disciplina dettata con deliberazione n. 787 del 20 aprile 2007 che ha individuato in 5 unità il numero massimo dei componenti i consigli di amministrazione, ferma restando la possibilità di deroga in relazione all'esigenza di garantire la congrua rappresentatività prevista dalla norma, consentita peraltro nel rispetto del tetto massimo dei compensi riferiti alla soglia individuata delle 5 unità. I limiti massimi dei compensi per i componenti degli organi delle società, in attuazione del nuovo articolo 18 bis della legge provinciale n. 1 del 2015, risultano invece definiti dalla deliberazione n. 787 del 9 maggio 2018.

4. L'articolo 33, commi 5, 6, 7, 8 e 9 della legge provinciale n. 3 del 2006, autorizza la Giunta provinciale, in deroga al principio generale che prevede l'adozione di una specifica norma di legge, ad acquistare, conferire o alienare azioni o quote di società, qualora non si determini l’acquisizione o la perdita del controllo in tali società nonché qualora non si determini l’acquisizione o la perdita dell’esercizio di almeno un quinto dei voti nell’assemblea ordinaria della società.
I commi 7 bis, ter e quater, così come introdotti dall'articolo 12, comma 2, lettera c) della legge provinciale n. 11/2006 (legge finanziaria 2007) sono invece finalizzati a disegnare e disciplinare l'attivazione delle "società di sistema", quale strumento condiviso Provincia - enti locali.

5. L'articolo 24 della legge provinciale n. 27 del 2010 (legge finanziaria 2011), come modificato dall'articolo 7 della legge provinciale n. 19 del 2016, disciplina l'utilizzo dello strumento societario da parte della Provincia e degli enti locali, stabilendo condizioni e vincoli. La norma prevede, in primo luogo, che i presupposti richiesti dalla normativa statale per la partecipazione della Provincia e degli enti locali a società sussistono in caso di previsione normativa della partecipazione medesima o della specifica attività da svolgere. E' altresì consentita la partecipazione nelle società che, ai sensi della norma di attuazione dello Statuto in materia di energia, svolgono attività elettriche, anche con la realizzazione e la gestione degli impianti e delle reti funzionali alle attività medesime. In secondo luogo, la norma prevede che la costituzione di nuove società da parte della Provincia e degli enti locali è subordinata alla verifica della sostenibilità economica, patrimoniale e finanziaria dell'attività svolta nonché all'accettazione di un costante monitoraggio della medesima, nel caso di società in house. Infine, il predetto articolo stabilisce che la Provincia e gli enti locali, salvo quanto previsto dall'articolo 2447 del Codice civile, non possano effettuare aumenti di capitale sociale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate, che abbiano registrato per tre esercizi consecutivi, a partire dal 2010, perdite di esercizio oppure che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Il verificarsi di tali condizioni impone la presentazione da parte delle società di un piano di risanamento pluriennale finalizzato al recupero dell'equilibrio economico-finanziario e patrimoniale.

6. Il comma 8 dell'articolo 23 della legge provinciale n. 18 del 27 dicembre 2011 (legge finanziaria 2012) ha introdotto l'articolo 33 ter della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3. Tale disposizione normativa stabilisce che la Giunta provinciale entro il mese di maggio di ogni anno presenti alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale una relazione sul funzionamento del sistema pubblico della Provincia, che riferisce sullo stato di attuazione dei processi di riorganizzazione previsti dalla legge provinciale 3/2006, dalla legge sul personale della Provincia, dalle disposizioni in materia di organizzazione e di personale contenute nelle leggi finanziarie provinciali e in particolare dall'articolo 18 della legge provinciale n. 1 del 2005 in materia di società controllate della Provincia. La relazione evidenzia anche i mutamenti rispetto alla situazione del periodo precedente, le loro ragioni, i riflessi della riorganizzazione sull'andamento della spesa, i risultati ottenuti e le eventuali criticità emerse in sede attuativa. La competente commissione permanente del Consiglio provinciale può inoltre chiedere alla Giunta approfondimenti o specificazioni sui dati e le informazioni contenuti nella relazione e può chiedere l'intervento dei soggetti impegnati nella riorganizzazione del sistema pubblico provinciale.

7. L’articolo 2, comma 3 della legge provinciale 27 dicembre 2012, n. 25 ha previsto, quale strumento funzionale al perseguimento dell’obiettivo di riorganizzazione del sistema pubblico provinciale, la costituzione tra le società della Provincia di un centro di servizi condivisi per la gestione unitaria delle risorse umane, degli affari generali, legali, contabili e finanziari e di altre funzioni di carattere generale.

8. Con l’articolo 31, comma 6 della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14 (legge finanziaria provinciale 2015), che ha aggiunto il comma 8bis all'articolo 58 della legge provinciale 7/1997, APRAN è autorizzata, sulla base delle direttive della Giunta provinciale, a stipulare contratti collettivi di lavoro tipo di primo livello per gli enti strumentali di diritto privato della Provincia. In attuazione della norma, con deliberazione della Giunta provinciale n. 1015 del 2015 sono stati individuati gli enti strumentali di diritto privato interessati dalla disposizione - società e fondazioni diverse dalla ricerca - e sono state impartite specifiche direttive attuative. E' in corso la definizione del contratto unico.


3. Il processo di riorganizzazione delle partecipazioni della Provincia

Per perseguire una maggiore efficacia ed efficienza del comparto delle proprie società controllate nel perseguimento degli obiettivi strategici e degli orientamenti delineati nelle manovre economico-finanziarie, la Provincia, già dal 2012, aveva avviato un processo di razionalizzazione e riorganizzazione, attraverso l'approvazione di specifici programmi di riordino. Tale processo ha registrato un'accelerazione dal 2015, con l'approvazione di specifiche linee di riassetto del sistema delle partecipazioni provinciali approvate con deliberazione n. 1909 del 2 novembre 2015, che prevedono, per quanto concerne l'azione di riduzione del numero e del carico di società provinciali, un processo volto:

- all’aggregazione per poli specializzati quali macro ambiti omogenei per settore di riferimento e per funzioni assegnate;
- alla valorizzazione dell’infrastruttura e del patrimonio di proprietà pubblica a fronte degli investimenti effettuati;
- alla ridefinizione in chiave strategica della missione di interesse generale affidata alle società che operano in settori altamente specifici;
- alla dismissione delle partecipazioni non più strategiche per l’attività istituzionale della Provincia e delle attività riguardanti aree già aperte al mercato.

Con deliberazione n. 542 di data 8 aprile 2016 la Giunta provinciale ha approvato un programma per la riorganizzazione e il riassetto delle società provinciali, prevedendo che il percorso complessivamente tracciato nelle linee guida sia oggetto di disegni attuativi, da definire nella forma di:
a) singoli programmi di riordino, ai sensi dell'articolo 18 della legge provinciale 10 febbraio 2005, n. 1, per poli specializzati relativi a:
- liquidità;
- trasporti;
- informatica e telecomunicazioni;
- patrimonio immobiliare;
- sviluppo territoriale (compreso il comparto funiviario);

b) misure puntuali di riconfigurazione della missione di interesse generale a livello legislativo/amministrativo:
- per l'edilizia abitativa;
- per le reti informatiche;
- per il credito, fatta salva la possibilità di intervenire con l'adozione di un programma di riordino delle partecipazioni nel settore del credito ai sensi dell'articolo 18 della legge provinciale 10 febbraio 2005, n. 1;
- per l'energia, con l'obiettivo di favorire l'aggregazione (ed eventualmente la quotazione in borsa) di Dolomiti Energia S.p.a. con altri players;
- per la mobilità, con il consolidamento di Interbrennero S.p.A. in Autostrada del Brennero S.p.A..

L'articolazione del percorso delineato costituisce, quindi, una cornice da integrare in modo progressivo per fasi, in relazione anche alla complessità di un processo di riordino di realtà così eterogenee per dimensioni, settori e funzioni. Ne consegue, soprattutto laddove si rendano necessarie operazioni di fusione, che nell'ambito dello specifico programma di riordino del singolo polo sono elaborati piani di integrazione e di cambiamento organizzativo, al fine di ottimizzare sia il profilo operativo sia il rapporto fra costi e benefici. L'aggregazione per poli ha in sé, difatti, una valenza finalistica duplice: in ragione dell'omogeneità di funzione e attività concorre alla riduzione della spesa pubblica e al tempo stesso rimodella entità a maggiore tasso di specializzazione. Così operando, la polarizzazione approda ad esiti sia di miglioramento interno sia di diminuzione dell'apparato pubblico.

In attuazione della citata deliberazione n. 542 si rappresentano le seguenti principali azioni adottate in attuazione degli interventi puntuali previsti dalla stessa:
- per TSM il processo volto a ridefinire il ruolo della società quale luogo unico e rafforzato di formazione del personale di tutto il sistema collegato alla finanza pubblica provinciale con l’acquisizione a luglio 2016 della quota sociale detenuta dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura e la successiva cessione alla Regione Trentino Alto Adige del 19,50% del capitale sociale di TSM;
- per il settore del credito, lo specifico Programma attuativo di riordino delle partecipazioni nel settore, approvato con deliberazione n. 713 di data 12 maggio 2017, che ha previsto l'alienazione delle partecipazioni provinciali direttamente detenute nel settore del credito e l'indicazione a Cassa del Trentino di procedere alla cessione di partecipazioni detenute considerate non strategiche.
Relativamente ai poli di specializzazione si rileva:
- per il polo dello sviluppo territoriale l'adozione e la realizzazione degli obiettivi recati nello specifico programma attuativo, approvato con deliberazione n. 1102 di data 24 giugno 2016. Il programma prevedeva, principalmente, la fusione per incorporazione di Tecnofin Trentina in Trentino Sviluppo al fine di un rafforzamento della posizione di quest'ultima nell'intervento di sviluppo territoriale, operazione che si è realizzata in data 20 dicembre 2016. Con riguardo al settore funiviario, alla luce dei nuovi indirizzi impartiti a Trentino Sviluppo, che individuano come modalità preferenziale di intervento l'acquisto di impianti funiviari e di innevamento e di altri assett turistici rispetto all'intervento azionario, sono state ridotte le partecipazioni detenute in tali società;
- per il polo dello sviluppo immobiliare, l'avvenuto conferimento della partecipazione della Provincia in Trento Fiere a Patrimonio del Trentino, in due step, a fine 2015 e fine 2016, con l'obiettivo di consolidare in Patrimonio del Trentino il patrimonio immobiliare delle due società e con la dismissione dell'attività fieristica;
- per il polo dei trasporti l'adozione di uno specifico programma, approvato con deliberazione n. 712 di data 12 maggio 2017. Il programma persegue l'obiettivo di razionalizzare il sistema delle società operanti nel settore con un accentramento in unico soggetto delle competenze attinenti le attività di trasporto aereo, ferroviari, stradale e funiviario con la creazione di una governance unitaria in materia di trasporti che vede il rafforzamento del ruolo della Provincia come riferimento unitario e strategico nel settore in esame. L'obiettivo è perseguito con il consolidamento di Aeroporto Gianni Caproni S.p.A. in Trentino Trasporti attraverso l'incorporazione della prima nella seconda e nella riunificazione di Trentino trasporti e Trentino Trasporti Esercizio. A seguito del perfezionamento nel corso del 2017 della prima operazione, risulta ora in corso l'attuazione del secondo step con l'incorporazione di Trentino Trasporti esercizio in Trentino Trasporti;
- per il polo della liquidità - volto a creare un centro di competenze specifiche attraverso l’aggregazione di Cassa del Trentino S.p.A. e Trentino Riscossioni S.p.A. con la gestione e la riscossione delle entrate degli enti locali e della Provincia, al fine di definire un nuovo modello di ricorso al debito e ottimizzare la gestione delle risorse del sistema finanziario locale - si rappresenta come siano in corso ulteriori confronti istituzionali con i Comuni, preliminari alla fase di implementazione del progetto. Ciò anche a seguito dell'esito positivo dello studio di fattibilità dell'advisor incaricato della consulenza e assistenza economico-giuridica e fiscale finalizzata all'aggregazione delle due società;
- per il polo dell'informatica e delle telecomunicazioni l'approvazione di uno specifico Programma di razionalizzazione (delibera n. 542 del 2016) che prevede la fusione per incorporazione di Trentino Network in Informatica Trentina con la configurazione di una unica società di sistema operante nel settore dell'informatica e delle telecomunicazioni e concomitante rilascio al mercato dei servizi non strategici o non efficacemente presidiabili in ragione dell'elevata evoluzione tecnologica.

La puntuale descrizione delle operazioni effettuate è riportato nella "Seconda relazione sullo stato di attuazione del programma per la riorganizzazione e il riassetto delle società provinciali" approvato con deliberazione n. 504 del 29 marzo 2018.

Da ultimo, va evidenziato che, in attuazione del comma 10 del citato articolo 7 della legge provinciale n. 19/2016, la Giunta provinciale, con propria deliberazione n. 1560 di data 29 settembre 2017, ha approvato la "Ricognizione delle partecipazioni possedute dalla Provincia autonoma di Trento al 31 dicembre 2016", individuando altresì le azioni di razionalizzazione da effettuare nei confronti delle proprie partecipate dirette e delle controllate indirette, riprendendo i contenuti dei provvedimenti di razionalizzazione e dei sopraccitati programmi di riordino.


4. Direttive alle società controllate

Il processo di razionalizzazione dell’intervento pubblico e di contenimento della spesa attivato negli ultimi anni e la richiesta del sistema economico locale di una crescente efficienza nell’utilizzo delle risorse del bilancio provinciale hanno evidenziato peraltro la necessità, per l’Amministrazione, di dotarsi, nell’ambito delle proprie politiche finanziarie, di uno "strumento di governo" anche delle società controllate, quali componenti dell’organizzazione del sistema pubblico provinciale.

Tale necessità risulta ancora più evidente a seguito della modifica all’ordinamento finanziario statutario recata dalla legge n. 190/2014, che ha recepito i contenuti del cosiddetto "Patto di garanzia" e ha introdotto quale elemento innovativo nella regolazione dei rapporti finanziari tra le predette autonomie del Trentino-Alto Adige e lo Stato il riferimento al sistema territoriale regionale integrato, costituito dalla Regione, dalle Province, dagli enti locali, dai relativi enti e organismi strumentali, pubblici e privati, dalle aziende sanitarie, dalle Università, dalle Camere di Commercio e dagli altri organismi ad ordinamento regionale e provinciale finanziati in via ordinaria dalla Regione e dalle Province.

Il predetto modello prevede che gli enti del sistema territoriale di ciascuna Provincia garantiscano un concorso complessivo unitario agli obiettivi di finanza pubblica, concorso quantificato nell’ambito del Patto di garanzia recepito dalla predetta Legge n. 190/2014, che ha individuato anche i criteri per il relativo aggiornamento. Si tratta di una forma di responsabilità solidale del sistema territoriale provinciale integrato verso lo Stato nell’ambito del quale la Provincia assume il ruolo di garante. In merito, il "Patto di garanzia" ha confermato, rafforzandolo, un modello già introdotto nell’ordinamento statutario a seguito dell’Accordo di Milano del 2009 e recepito nell’impianto normativo provinciale con l’articolo 2 della legge provinciale n. 27 del 2010, che prevede l’emanazione di specifiche direttive nei confronti delle agenzie e degli enti strumentali sia per il garantire il concorso dei medesimi soggetti agli obiettivi di finanza pubblica, che per la razionalizzazione e il contenimento di specifiche voci di spesa.

Con riferimento in particolare alle società, va altresì segnalata la disciplina prevista dall' articolo 18 e 18 bis della legge provinciale 10 febbraio 2005, n. 1 e dall' articolo 7 della legge provinciale 12 maggio 2004, n. 4 che prevede la possibilità di emanare direttive nei confronti delle società controllate dalla Provincia volte, da un lato, ad assicurare una "logica di gruppo", in modo tale che ciascuna società garantisca una corretta e tempestiva trasposizione degli indirizzi emanati dalla Provincia nel suo ruolo di "capogruppo" e, dall’altro, a corresponsabilizzare le predette società nel perseguimento degli impegni assunti e quindi ad armonizzare gli strumenti di programmazione economico-finanziaria di tali soggetti con i corrispondenti strumenti della Provincia.

Le direttive attualmente in vigore sono state approvate con deliberazione della Giunta provinciale n. 2018 di data 1 dicembre 2017.


5. Elenco società partecipate dalla Provincia

Al 31 dicembre 2017 le Società partecipate risultavano 19, delle quali 11 erano direttamente controllate dalla Provincia. Al riguardo si rappresenta che nel 2018 sono proseguite le azioni di aggregazione e razionalizzazione previste dal processo di riorganizzazione delle società partecipate, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 542 del 2016 come confermato nei contenuti e aggiornato dalla deliberazione n. 1560/2017 di revisione straordinaria delle partecipazioni della Provincia. Si presenta, pertanto, di seguito una breve scheda informativa per ciascuna società partecipata, aggiornata al 1 dicembre 2018.




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